venerdì 15 settembre 2006

Oriana

È morta Oriana Fallaci, e sicuramente in questi prossimi giorni si sprecheranno le polemiche, gli insulti, le celebrazioni e i ricordi.
Sono pronto a scommettere che, della sua carriera più che quarantennale di scrittrice e giornalista, verranno ricordati principalmente i suoi ultimi 3 pamphlet contro l'Islam (un certo Islam?), quelli scritti dopo l'11 settembre.
Io nel mio piccolo voglio ricordarla con questo passaggio di "Se il sole muore", libro
sulla sua esperienza a contatto con i tecnici e gli astronauti del programma spaziale americano, uscito nel 1965.

[...] io me li bevo come un liquore i trent'anni: sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l'angoscia dell'attesa, e non è cominciata la malinconia del declino.
Perché siamo lucidi, finalmente a trent'anni!
Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna.
E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se c'incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.
Siamo un campo di grano maturo a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.
È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più.
Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un pò ansimanti e tuttavia freschi.
Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro avanti e meditare sulla nostra fortuna [...]
Io di anni ne ho 32, e la prima volta che ho letto questo passaggio, pochi mesi fa, è stato come sentire un crescendo trionfale. Anche solo per questo, grazie, Oriana.

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