lunedì 29 luglio 2013

Di elettrosigarette, supporti vergini e miopia politica

Dal sei febbraio di quest'anno ho iniziato a svapare. Ossia, per chi non è avvezzo al termine, a utilizzare in luogo delle tradizionali sigarette di carta e tabacco, i loro sostituti elettronici, le cosiddette e-cig. La mia esperienza è stata (ed è tuttora) estremamente positiva: non ho avuto alcun problema nel passaggio analogico-digitale, non ho più toccato una sigaretta, la mia salute sicuramente ne ha giovato e probabilmente ho anche risparmiato dei soldi*.
Sto quindi seguendo con l'interesse del neofita e la passione del convertito il dibattito di questi mesi sulla tassazione delle e-cig, e sto avendo una netta sensazione di deja-vu: non riesco a non pensare alla famigerata imposta SIAE sui supporti vergini, ossia quella multa anticipata che si paga ogni volta che si compra un Cd o un Dvd, perchè potrebbero essere usati, ma anche no, per copiare materiale protetto da copyright.
Non che un'eventuale tassa sulle elettrosigarette avrebbe questa odiosa qualità preventiva, ma non credo ci voglia un particolare genio economico-finanziario-commerciale per prevedere che l'effetto sarebbe analogo - o almeno simile - a quanto successo con Cd e Dvd: chiusura di negozi e spostamento di massa allo shopping online dall'estero (Nierle, anyone?).
Siamo sicuri che per raccogliere 35 miseri milioni di euri (la rendita che si ipotizza in questi giorni per una tassazione al 58% delle sigarette elettroniche) valga la pena di affondare uno dei pochi settori che anche in questo periodo di crisi stanno prosperando?
Si sente spesso dire che l'ipotesi di tassare le e-cig nasca da un asservimento dei nostri politici alle richieste di Big Tobacco; io credo che la ragione principale sia la loro clamorosa incapacità di ragionare a medio-lungo termine**, unita alla solita triste, radicata, insopportabile ignoranza scientifico-tecnologica. Sinceramente, non so quale scenario sia peggiore.

* anche se non ci giurerei: ormai da anni fumavo 5-6 sigarette al giorno e mi rifornivo a Livigno; in più, spinto dall'entusiasmo del cambiamento, in questi mesi ho comprato una quantità smodata di cartomizzatori, liquidi e carabattole assortite.
** si pensi solamente al risparmio in spese sanitarie che una maggiore diffusione delle elettrosigarette potrebbe comportare.

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