martedì 29 marzo 2016

Liquido di colore simile al rosso

Se vivessimo in un mondo minimamente sensato, avremmo assistito all'ultima dichiarazione pubblica di Giulietto Chiesa*. Ieri il baffuto "esperto di geopolitica internazionale", come si autodefinisce sul suo profilo Twitter, ha infatti pubblicato un articolo** in cui riesce a toccare vette di sublimità complottista che sono riuscite a stupire persino me.

(Leggetelo, sennò il resto del mio post non ha molto senso. Fatto? Ok, continuate pure.)

Sono rimasto a bocca aperta in particolare quando suggerisce*** che le tracce di sangue (anzi, di "liquido di colore simile al rosso") dei morti del Bataclan avrebbero anticipato l'attacco all'aeroporto di Bruxelles, e quando tira in ballo la società segreta Skull and Bones basandosi su un'analisi** numerologica della data degli attentati in Belgio. Seguendo la stessa logica** suggerisco che la foto del Bataclan anticipi un prossimo attentato a Livigno (SO), e che dietro l'11 settembre 2001 ci sia la Porsche, che ha scelto quella data per pubblicizzare il suo modello più famoso.
Un articolo** talmente delirante che Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano online, testata che ospita il blog di Chiesa, ne ha preso pubblicamente le distanze, con un disclaimer in coda. Disclaimer paraculo quanto basta, ma comunque meglio di niente.
Tutto bene, quindi? Ovviamente no, perchè i commenti all'articolo** si dividono più o meno equamente tra quelli riassumibili con "Giulie', posa er fiasco!" e quelli riassumibili con "Giulietto eroe, sei l'unico che ha il coraggio di dire la verità!!!1!!!11!!!", il che significa che a dispetto di logica e buon senso, le farneticazioni complottare hanno ancora un mercato. Temo quindi che il nostro "esperto", e come lui gli altri "ricercatori indipendenti", avranno a loro disposizione tribune mediatiche da cui spargere i loro deliri ancora per molto tempo.

* Un tempo, pare, valido giornalista; ormai da anni complottista in servizio permanente effettivo.
** In mancanza di termini migliori.
*** Il complottista suggerisce sempre, non afferma mai.

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