Passa ai contenuti principali

Critica e critici

Questa mattina, su Radio Popolare* ho sentito un critico che, sostanzialmente, ha detto che se non ti piace La grande bellezza è perchè non lo capisci, perchè sei un ignorante brubru che rutta a tavola, si mette le dita (dei piedi) nel naso e non è in grado di riconoscere La Vera Arte Del Cinematografo**. Il fatto che qualcuno possa, semplicemente, avere gusti diversi, non l'ha minimamente sfiorato.
Mi è tornata in mente un'altra recensione, sempre sentita su RadioPop, qualche mese fa, in cui si parlava di Avengers. Ci avevo anche scritto tre quarti di post, ma per qualche motivo non l'avevo mai finito. Le (parolona) riflessioni che facevo all'epoca mi sembrano ancora valide:

[Inizio post d'epoca]
Avvertenza: se siete tra le ventisette persone che ancora non hanno visto Avengers, provvedete prima di continuare la lettura, temo che qua e là qualche spoiler mi scapperà.

Radio Popolare, domenica mattina. Un critico cinematografico del Fatto Quotidiano, di cui mi sfugge il nome, recensisce The Avengers. Tesi di partenza: The Avengers è un blockbuster (orrore!), peggio, è un blockbuster AMERICANO (anatema!), ergo è un film di merda. Non ricordo i dettagli della recensione, ovviamente negativa, e ovviamente tutta tesa a dimostrare l'assunto di cui sopra, ma il finale era qualcosa di questo genere: "il film è un simbolo dell'isolazionismo americano perchè i supereroi fronteggiano la minaccia aliena chiudendo il portale da cui arrivano gli invasori".
Dopo aver smesso di ridere, mi sono venute in mente un paio di considerazioni.
La prima: come affronterebbe un'eventuale invasione aliena il nostro baldo recensore? Dibattiti? Tavole rotonde? Interrogazioni parlamentari? Comitati paritetici di discussione?
La seconda: ho spesso l'impressione che certa critica (specialmente italiana, specialmente di sinistra) si ostini a valutare la narrativa popolare, e uso il termine narrativa per indicare libri e film, ma anche serie Tv, fumetti e videogiochi, utilizzando parametri completamente sballati. È come se un critico gastronomico desse una valutazione negativa a McDonald's perchè non ci mangia bene come da Savini, o se una rivista di arredamento criticasse i mobili dell'Ikea perchè sono realizzati peggio di quelli di un ebanista veneziano. Nelle immortali parole del poeta: grazie al cazzo.
In certi film, o in certi libri, è inutile cercare profonde riflessioni sul senso della vita, o sofferte introspezioni alla ricerca della radice del male nell'uomo contemporaneo e poi incazzarsi perchè non se ne trovano. Sono opere create per un altro fine: per raccontare una storia che appassioni, che coinvolga, che entusiasmi, che commuova, che diverta. Francamente, non mi sembra poco. Se un film (mi ripeto: o un libro, un fumetto, un videogioco) riesce a rapirmi per un paio d'ore, a farmi dimenticare le mie mille piccole preoccupazioni, a farmi uscire dalla sala con un sorriso, a farmi versare qualche lacrima, per quanto mi riguarda si è guadagnato i soldi del biglietto, e anche di più. E se qualche profondo messaggio sulla condizione umana filtra attraverso le maglie della narrazione, bene; ma se così non è, bene lo stesso.
[Fine post d'epoca]

Ora: io non sono un critico, però non sono nemmeno una di quelle persone che sputano sulla critica e la ritengono inutile perchè tutti i gusti sono gusti e tutti i pareri contano allo stesso modo. Per citare ancora il poeta: un par di palle. L'opinione di un esperto (d'arte, di cinema, di musica barocca, di pittura rinascimentale, di cucina fusion portoghese), vale sicuramente più della mia di semplice appassionato/osservatore/lettore/spettatore; detto questo, e con il massimo rispetto per chi spende anni studiando un argomento, rivendico il sacrosanto diritto di avere gusti differenti senza sentirmi dare dell'ignorante. Ho sufficienti strumenti intellettuali da riconoscere che La grande bellezza è un film oggettivamente importante, recitato benissimo e fotografato meglio, che veicola un messaggio non banale sulla decadenza della società contemporanea; detto questo, soggettivamente lo trovo pretenzioso, didascalico e mortalmente noioso. Mutatis mutandis, un po' come I Miserabili, che dopo più di un anno di lettura a macchia di leopardo sto finendo in questi giorni: è un capolavoro, non ci sono dubbi, ma è anche troppo lungo di almeno quattrocento pagine e a tratti è francamente palloso come il bugiardino di un farmaco antiacne. E secondo me un'opera d'arte che non invoglia alla sua fruizione, almeno a un certo livello, ha fallito.

* Radio che apprezzo molto, ma che solitamente nel recensire libri & film si concentra un po' troppo sui mattoni polacchi minimalisti di autori morti suicidi giovanissimi.
** Ovviamente, essendo un critico, ha usato altri termini, credo che a un certo punto abbia detto anche "il dipanarsi rapsodico della vicenda", ma il concetto di base era quello. 

Commenti

  1. Ciao, anche noi siamo molto appassionati di cinema. Vieni a visitarci sul nostro blog
    www.ohrizzonti.blogspot.com

    Oh!Rizzonti!

    RispondiElimina
  2. la sera che in tv davano La grande Bellezza ero contenta, perchè avevo da stirare, poi però mi è scappato il gatto e quindi il film non sono riuscita a vederlo. Forse è un film che va metabolizzato, non è immediato. L'Arte invece credo che dovrebbe essere immediata.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Ein paar Tage am Bodensee

Ieri sono tornato a casa dopo qualche giorno passato con la mia consorte sul lago di Costanza (con una deviazione per visitare le Cascate del Reno , vicino a Sciaffusa).  Era la prima volta dal 2017 che uscivamo dall'Italia, e anche in quella occasione - un bellissimo viaggio a Praga - eravamo passati dalla Germania, per spezzare il tragitto in macchina (vedere il punto 7 di questo vecchio post , di cui peraltro potrei anche scrivere il terzo capitolo). Sicuramente millemila travel influencer hanno pubblicato mille milioni di foto e consigli sul Bodensee e dintorni, quindi rimando a loro per contenuti più curati e per informazioni più generali. Qui mi limito, come già fatto in altre occasioni, a scrivere qualche scheggia, suggestione, impressione che ho riportato a casa: e la principale è che tutto mi è piaciuto moltissimo : l'azzurro del lago con le montagne innevate sullo sfondo è un'immagine che non si dimentica. - C'è ovunque una quantità smodata di uccelli. Ab...

GoodreadsRece: AAVV - Shining in the Dark

(Primo post del nuovo anno: come dicevo nell'ultimo dell'anno scorso, non voglio ancora rinunciare a questo spazio. Vediamo se nel 2026 riuscirò a essere più costante.)  This 2018 horror collection was published, as stated in the subtitle, to celebrate the 20th anniversary of Lilja’s Library , a website dedicated to "The World of Stephen King". There are a couple of really good short stories (the Lindqvist one is by far the best of the lot), a couple of not so good ones (including, regrettably, the virtually unpublished one by King that made me pick up the book in the first place), the rest are competent and nothing more. Not a bad collection, but I've read much, much better. // Questa raccolta horror del 2018 è stata pubblicata, come dice il sottotitolo, per celebrare l'anniversario di Lilja’s Library , un sito dedicato al "Mondo di Stephen King". Ci sono un paio di racconti davvero belli (quello di Lindqvist è di gran lunga il migliore), u...

Perchè Sanremo è Sanremo

Dicono che domani inizia il Festival di Sanremo . Criticare un carrozzone pulcioso e sempre uguale a se stesso che va avanti per inerzia ormai da almeno un decennio sarebbe fin troppo facile, quindi mi affiderò alle parole del saggio Rasputin : NB L'immagine non è mia, ma arriva dall'indispensabile Sei un idiota ignorante , blog dell'ottimo Niccolò Carli . PS per il suddetto Niccolò : visto che ogni tanto sbirci questo blog, se non ti garba che usi l'immagine fammelo sapere, e cancello immediatamente il post (tanto non è granchè).

Una piccola storia inutile sull'IA

Qualche giorno fa, un'amica (ciao Kris!) mi ha spedito via Uotsàp la GIF qui a fianco. Al momento mi è sembrata vagamente familiare, ma non ho approfondito, e me ne sono dimenticato. Un paio di giorno dopo stavo chattando con la mia sorellina (ciao Si'!), che ha già sette Jolly Roger tatuati, e ha in programma di aggiungerne a breve altri tre*: vista la sua conoscenza dell'argomento,  l'immagine mi è tornata in mente, e le ho chiesto se lei la riconoscesse. Mi ha risposto di no, e a quel punto la curiosità ha avuto il sopravvento, e ho tentato di trovarne l'origine. Visto che siamo nell'era dell'IA, ho deciso di tentare innanzitutto chiedendo lumi alle due che uso più spesso, Copilot e Gemini, caricando un frame della GIF. Questa è la risposta di Copilot:    Il Poeta avrebbe risposto: "graziarcazzo", ma io sono un signore e mi sono limitato a porre la stessa domanda a Gemini, che ha invece risposto così:   Molto meglio, e tutto sommato plausibile,...