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Sony -> (Kobo) ->Kindle -> Kobo

In questo post del 2019, in occasione dell'acquisto del mio Kindle Oasis, scrivevo:

"Non posso dire, al momento, se si rivelerà un acquisto azzeccato quanto il Sony: quasi otto anni di onorato servizio senza un solo problema significativo saranno difficili da eguagliare; sicuramente è un lettore di ebook eccellente".

Un rapido calcolo mostrerà che sì, è stato un acquisto azzeccato, direi molto azzeccato, ma anche per lui è arrivato il momento del pensionamento, o quanto meno del semi-pensionamento (su quel semi ci ritorno). Non che non funzioni più, ma una combinazione di disaffezione verso Amazon, batteria che comincia a mostrare i segni dell'età, e curiosità di provare un lettore ebook a colori* mi hanno spinto a farmi regalare per il mio compleanno (grazie alla mia consorte ❤️) un Kobo Libra Colour nero, quello che si vede nella foto qui a fianco (o qui sopra se state leggendo da smarfone).
Come nel 2019, anche in questo caso non azzardo giudizi di lungo periodo (e non scomodo Keynes), ma, dopo un mesetto di uso quotidiano, posso già dire che questo Kobo non mi sta facendo rimpiangere il Kindle, con un paio di piccole eccezioni.
 
Cominciamo dalle basi: Kobo e Kindle hanno lo schermo delle stesse dimensioni (7 pollici), e con la stessa risoluzione (1264 x 1680 a 300 PPI, o 150 PPI per i contenuti a colori) e in effetti l'esperienza di lettura è praticamente analoga. Il pannello del Kobo ha una grana leggermente più visibile, probabilmente dovuta alla tecnologia e-ink a colori, ma non disturba minimamente la lettura, e anzi, dà allo schermo un aspetto più da carta che trovo molto piacevole. Curiosamente, il colore per ora si sta rivelando più una una comodità (per distinguere le copertine a colpo d'occhio) che una rivoluzione, ma è anche vero che non ho ancora letto fumetti, e un solo libro illustrato (The Lord of the Rings, come si vede sopra).
L
'ergonomia è identica, con il rapporto di forma quasi quadrato e i due pulsanti voltapagina**; il Kobo è leggermente più spesso e più pesante, ma risulta comunque molto comodo da usare con una mano sola.
Anche dal punto di vista hardware i due lettori mi sembrano abbastanza equivalenti: la finitura metallica del Kindle gli dà forse un'aspetto più lussuoso, ma per converso il suo schermo a filo si è rivelato piuttosto  facile da graffiare; il Kobo è di plastica, con il retro gommato e dà un'impressione di robustezza maggiore. E in più è riparabile, anche se spero che non ne avrò mai bisogno. Vedremo.
 
Sul software invece non c'è paragone. Quello del Kobo mi è sembrato, fin dal primo uso, di gran lunga migliore, soprattutto perché offre molte più possibilità di personalizzazione, senza per questo diventare troppo complesso. Per fare solo il più ovvio degli esempi: ha una scheda "Autori", in cui i libri della propria collezione sono raccolti (d'0h) per autore. Incredibilmente, e me ne sono reso conto solo ora, il Kindle non ha questa possibilità. Anche la funzione che mostra la lunghezza dei capitoli come un piccolo grafico a barre è semplice, brillante e comodissima. E con il Kobo non mi è ancora capitato il fastidio principale sofferto con il Kindle, ossia la perdita del "segno" (ne parlavo nel post del 2019): in un paio di occasioni il libro si è in effetti aperto su una pagina diversa da quella su cui mi ero fermato, ma il lettore si è automaticamente posizionato su quella corretta.
E poi c'è l'integrazione con 
Calibre, il programma che uso per gestire la mia raccolta di ebook, uno di quei software open source talmente ben fatti che non sembra possibile che siano gratuiti, come VLC. Una delle sue funzioni più comode (di Calibre, non di VLC) è la possibilità di creare delle serie all'interno della propria libreria numerando progressivamente i libri, se necessario anche usando numeri con la virgola. Quindi, ad esempio, nella mia serie The Dark Tower la versione originale di The Gunslinger è il numero 0,99 e la versione riveduta l'1,00; Wizard and Glass è il numero 4,00, Wolves of the Calla il 5,00 e The Wind Through the Keyhole, che narrativamente si colloca tra Wizard e Wolves, anche se è uscito nove anni dopo il secondo, il 4,50. Per anni ho cercato, senza successo, di trasferire questa organizzazione nel Kindle; con il Kobo, scaricando un plugin gratuito per Calibre, l'importazione delle serie, con i libri già numerati e ordinati, è automatica. [Edit del 5/8 - In generale, il Kobo dà l'idea di essere un dispositivo che si possiede, e di cui si può fare quello che si vuole, a differenza del Kindle, molto più vincolato all'ecosistema di Amazon.]
 
Le eccezioni. Sia il Kindle che il Kobo permettono, tramite pinch-to-zoom, di regolare le dimensioni del testo che si sta leggendo, e dopo una certa età, questa possibilità è molto gradita. Nel Kindle la regolazione avviene tramite una barra graduata con valori discreti da 1 a 14, mentre nel Kobo in maniera continua, tramite una piccola anteprima circolare che mostra il cambiamento nella grandezza del testo. Sarà forse una questione di abitudine, ma per il momento più spesso che no il mio pinch risulta in un testo minuscolo oppure GIGANTESCO, con le corrette dimensioni intermedie più sfuggenti del previsto. In questo caso la soluzione Kindle mi sembra decisamente più pratica.
L'altra eccezione sta nelle informazioni sulla lettura visibili a schermo durante la medesima: il Kobo permette di mostrarle sia sopra che sotto il testo (anche contemporaneamente), ma quella che mi interessa di più e che usavo sul Kindle, ossia il tempo rimanente nel capitolo, può essere posizionata solo sopra, e io preferisco visualizzarle sotto. Lo so, First World Problem in purezza.
 
Insomma, primo impatto decisamente positivo, e vista l'esperienza con il Kindle (e con il Sony ancora prima), mi aspetto anche dal Kobo una longevità almeno paragonabile. E allora perchè solo semi-pensionamento? Perché credo che, nonostante la disaffezione, continuerò comunque ad acquistare ebook (anche) su Amazon***, che offre un'ecosistema molto migliore rispetto a Rakuten/Kobo. Non tanto per i prezzi, che quasi sempre sono identici, ma per l'esperienza di navigazione, ricerca e acquisto, nettamente più semplice e più efficace.
 
Chiudo ricordando ai miei dodici lettori che, se volete ricostruire la mia esperienza di e-lettore, e capire il perché di quel (Kobo) nel titolo, la trovate raccontata nei post con l'etichetta dispositivi, qui a fianco (qui sotto se leggete da smarfone).
 
Edit del 5/8 - Dimenticavo: visto che il Kobo ha un connettore Usb-C, posso finalmente archiviare (o semi-archiviare, appunto) uno degli ultimi dispositivi con Micro-Usb che ancora us(av)o regolarmente. 
 
 * Scatenata, o quanto meno acuita dal lancio del Kindle Colorsoft, a proposito di eterogenesi dei fini.
** Motivazione principale per il passaggio da Kindle a Kobo, visto che Amazon non offre più un lettore ebook con tasti fisici.
*** E a rimuovere il DRM con Calibre.

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