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Un vecchio amico è (stavolta davvero) andato in pensione

I più attenti dei miei dodici lettori ricorderanno questo post, risalente a poco più di un anno fa. Purtroppo l'esperienza con il Kobo è finita in fretta: dopo che la batteria si è scaricata per la prima volta non c'è stato verso di ricaricarla e il mio fidato Sony PRS-650 è tornato quindi a tenermi compagnia per qualche altro mese. Approfittando del Natale ho deciso di mandarlo a godersi la meritata pensione facendomi biecamente regalare un Kindle Oasis.

Non posso dire, al momento, se si rivelerà un acquisto azzeccato quanto il Sony: quasi otto anni di onorato servizio senza un solo problema significativo saranno difficili da eguagliare; sicuramente è un lettore di ebook eccellente.
L'immagine là sopra non rende l'idea, ma il pollice di diagonale in più (7 contro i 6 del Sony) e la maggior definizione* dello schermo del Kindle, uniti a un cambio pagina pressoché istantaneo, al punto che a volte non me ne rendo nemmeno conto, a un'ottima illuminazione adattiva a led, e a un'infinità di regolazioni per carattere, margini e spaziature risultano in un miglioramento enorme della nitidezza del testo e, in generale, dell'esperienza di lettura.
La forma asimmetrica e quasi quadrata dell'Oasis di primo acchito può spiazzare, ma bastano pochi minuti d'uso per rendersi conto di quanto sia comoda: i pulsanti fisici per voltare pagina sono irrinunciabili**, anche se li avrei preferiti un po' più grandi, e il sensore che orienta la pagina a seconda della mano con cui si tiene il lettore è velocissimo e molto preciso, almeno se si legge in piedi o seduti; leggendo a letto a volte si impunta, ma bastano un paio di scosse per farlo rinsavire.
E poi, il che non guasta, è un oggetto bello, ben progettato e ben costruito, che dà un'impressione, nonostante sia leggerissimo, di robustezza e solidità.

Difetti? La batteria dura molto meno di quella del Sony: la mia ora di lettura quotidiana*** si traduceva nella necessità di caricarlo circa una volta ogni tre settimane; questo nuovo Kindle richiede una presa più o meno ogni otto-dieci giorni. Comunque un'eternità rispetto a qualunque smartphone o tablet: con un minimo di attenzione è estremamente difficile trovarsi con il lettore scarico.
L'unica cosa che in effetti mi infastidisce un po' è il fatto che a volte, riaprendo il Kindle dopo una pausa nella lettura, non mi trovo nello stesso punto in cui mi sono fermato, ma una pagina più avanti o più indietro. Non ho ancora capito se si tratta di pressioni involontarie dei tasti voltapagina o se in effetti è il lettore che, per così dire, perde il segno: dovrei fare qualche esperimento più approfondito. E poi c'è il prezzo. Come già dicevo per il Sony, visto che anche il Kindle è stato un regalo, la questione non mi ha toccato, ma in effetti i 249,99 €**** della mia versione base (339,99 € per quella più lussuosa) non sono pochi, specialmente considerando che con 129,99 € si porta a casa un ottimo lettore come il Paperwhite. Per non parlare dei 99,99 € per un Fire HD 8, che oltre a leggere ebook (e fumetti, more on that later) consente di vedere film, ascoltare musica, giocare a Plague Inc. e usare i social.

Ne vale la pena?
Considerando il Paperwhite, sinceramente, non lo so. Centoventi Euri di differenza per un pollice di schermo in più e due pulsanti fisici per voltare pagina, per quanto adesso non rinuncerei nè a uno nè agli altri, sono tanti, e non so se li avrei spesi se avessi dovuto pagare di tasca mia.
Paradossalmente, invece, considerando il Fire, dico di sì. E non solo per la ragione più ovvia, ossia che leggere testi su un pannello e-ink, specialmente se nitido e risoluto come quello dell'Oasis, è incommensurabilmente meglio che leggerli su un qualunque schermo retroilluminato. L'altra, e forse la fondamentale ragione per cui dico che ne vale la pena, è che un lettore ebook dedicato permette di perdersi nel libro senza distrazioni, o comunque con molte meno rispetto a quelle a portata di pollice su qualunque tablet. Ad esempio, l'Oasis offre la possibilità di cercare le parole del testo su Wikipedia o di condividere su vari social network citazioni e note, ma sono piccolezze, ed è comunque necessario attivare la connessione a Internet, che di default è disattivata; sul mio vecchio Galaxy Tab E, che uso principalmente per leggere fumetti, la tentazione di controllare Twitter, Reddit, Facebook o Instagram, o di vedere quel bellissimo video su YouTube è sempre dietro l'angolo, e spesso quella che voleva essere una pausa di un minuto dalla lettura diventa mezz'ora spesa a commentare post o a guardare foto di lontre かわいい. Ovviamente la colpa non è del tablet, ma della facilità con cui mi lascio distrarre, ma proprio per quello un dispositivo che mi permette solo di leggere ha un suo senso.

Chiudo con questa striscia di A Panda Piace, che secondo me descrive benissimo come la mia generazione sia fatta di "nostalgici addestrati e pronti al cambiamento" e di come ci viene facile pensare che le cose abbiano uno spirito: il mio PRS, che mi accompagnato per anni di viaggi in treno, attese in ospedale e serate in poltrona, senz'altro ce l'ha. L'Oasis... lo dirà il tempo.

300 dpi, che si traducono in 1264x1680 pixel, contro 166 dpi, o 600x800 pixel.
** E sono il motivo principale per cui ho scelto l'Oasis invece del Paperwhite. Se fosse stato ancora in produzione, probabilmente avrei optato per il Kindle Voyage.
*** Quarto d'ora più, quarto d'ora meno.
**** Esattamente quanto costava il Sony quando me lo regalarono. Coincidenza? Noi pensiamo di no. (cit.)

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