Passa ai contenuti principali

Netflix(mini)Rece: After Life e Love Death + Robots

Post modificato dopo la prima pubblicazione.

Primo post per parlare di cose che ho visto su Netflix, e il primo problema è l'etichetta da usare: a parte l'ovvia "recensioni", che cosa metto? "Cinema" sicuramente no, "tv" mi sembra comunque inadatta, "ict e dintorni" è troppo vaga, quindi vada per "Netflix", così non ci sono ambiguità.
Detto questo: quache rapida impressione su due serie finite in questi giorni di vacanza (Love Death + Robots giusto un'oretta fa) che non potrebbero essere più diverse ma che, per motivi che non potrebbero essere più diversi, mi sono piaciute moltissimo entrambe.

After Life racconta di Tony, redattore in un piccolo giornale, devastato dalla morte della moglie e totalmente incapace di funzionare in maniera quantomeno accettabile senza di lei. Convenzioni sociali, decoro, rispetto per sè stessi e per gli altri: niente ha più senso, e l'unica cosa che trattiene Tony dal suicidarsi è, paradossalmente, proprio la consapevolezza di poterlo fare quando vuole. Quello e il cane (la cana, per essere precisi) che aveva regalato alla moglie qualche anno prima della sua morte. Sembra una serie tremendamente cupa e deprimente, e per certi aspetti lo è, ma Ricky Gervais, protagonista, scrittore, regista e produttore, è prima di tutto un comedian, e quindi oltre a versare (tante, copiose) lacrime, si ride. Parecchio. A volte mentre si piange. Chi conosce il tipo di comicità di Gervais, cinica e senza riguardo per nessuno, troverà familiari alcuni aspetti del percorso disperato e insopportabile di Tony verso un nuovo significato da dare alla sua vita; per tutti gli altri, After Life può essere un ottimo modo per conoscerla, e un ottimo stimolo per approfondirla. Ne vale la pena.

Love Death + Robots è invece una serie antologica animata di fantascienza decisamente sui generis e decisamente per adulti, dove "antologica" significa sostanzialmente "ogni episodio fa per sè, e non c'è nemmeno un vero e proprio filo conduttore tematico". E significa anche che gli stili di animazione variano dall'iper-realismo 3D quasi inquietante di Ice Age (vedi l'edit in fondo al post) all'effetto collage e stilizzato di Alternate Histories, passando per tutto quello che ci sta in mezzo. Come è inevitabile per tutte le antologie, la qualità varia da un episodio all'altro, ma anche i meno riusciti sono perlomeno passabili, e i migliori sono dei piccoli capolavori. Data l'estrema varietà (si passa da contadini mecha-dotati a yogurt che dominano il mondo, da EVA che vanno tremendamente storte a soldati dell'Armata Rossa che combattono demoni) il meglio che posso fare è segnalare quelli che secondo me sono gli episodi migliori. Quello che mi è piaciuto di più in assoluto è forse Three Robots, tratto da un racconto di John Scalzi, che racconta di tre robot (d'oh) che si aggirano per un mondo post-apocalittico cercando di capire come vivessero gli esseri umani, estinti da tempo; stilisticamente il mio preferito è The Witness, ipercinetico flash su una ragazza testimone involontaria di un omicidio e sulla sua fuga dall'assassino. Davvero ottimi anche Good Hunting, da un racconto di Ken Liu, storia triste e bellissima dell'amicizia tra un ragazzo e una Huli Jing in una Hong Kong meravigliosamente steampunk; il già citato Alternate Histories, sempre da Scalzi, che esplora diverse storie alternative (d'oh) a partire dalla morte prematura di Adolf Hitler prima della sua salita al potere, e Lucky 13, da un racconto di Marko Kloos*, storia di una (astro)nave da trasporto truppe sfortunata, ma forse no.
Mi ripeto, non c'è un episodio veramente brutto, e vista anche la loro durata, tra i 5 e i 15 minuti, non posso che consigliare di bingare (bingiare?) tutta la serie.

Edit del 1/5/2019 - Ho capito perchè la grafica di Ice Age è così realistica: perchè è girato in live action. La cosa interessante è che ieri, visto durante il binge che mi ha fatto concludere la serie, mi era sembrato estremamente realistico, ma inequivocabilmente un corto di animazione. Visto oggi, e sapendo che è girato da attori in carne e ossa, altrettanto inequivocabilmente non lo è. La mente è una cosa curiosa. Come esempi di animazione iper-realistica a questo punto segnalo Beyond the Aquila Rift e Helping Hand.

After Life su IMDb: 8,5
After Life su Rotten Tomatoes: 69%

Love Death + Robots su IMDb: 8,7
Love Death + Robots su Rotten Tomatoes: 73%

* Che ammetto, non avevo mai sentito nominare, ma rimedierò. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Di tatuaggi, cattivo giornalismo e affidabilità delle fonti

Ieri ha aperto al MUDEC la mostra Tatuaggio, Storie dal Mediterraneo . Oggi stavo ascoltando distrattamente il TG regionale che ne parlava, e nel servizio il giornalista ha citato una statistica secondo cui l'Italia sarebbe il paese più tatuato del mondo, con il 48%* della popolazione adulta che ha almeno un tatuaggio. Il numero mi è sembrato assurdamente alto, anche considerando l'innegabile aumento della diffusione dei tatuaggi negli ultimi anni, quindi mi sono messo a cercare qualche fonte a conferma. Come mi aspettavo, il dato del 48% si trova nella cartella stampa della mostra , che il TG ha evidentemente citato nonostante non ci sia alcuna fonte per la cifra. A questo punto, la mia curiosità, invece di essere soddisfatta, è stata ulteriormente stimolata**, e ho iniziato a fare qualche ricerca più mirata su Gùgol. Innanzitutto ho scoperto che l'ultimo dato affidabile sulla percentuale di persone tatuate in Italia è del 12,8% , e viene da una ricerca dell' ISS con...

Riassunto 2024

Eccoci. Il 2024 è praticamente finito, ed è l'ora del consueto post di schegge e frammenti su qualche libro letto quest'anno e per cui non ho scritto nulla di più sostanzioso (ossia, purtroppo, praticamente tutti). Se vi interessa qui trovate il post dell'anno scorso , qui quello del 2022 e qui il primo, del 2021 . Prima di cominciare aggiungo solamente che, per fortuna, in un ribaltamento completo rispetto al suddetto 2021, quest'anno ho scritto poco perché è stato un BUON anno, per diversi motivi. Qui c'è la pagina di Goodreads con i dettagli: nel 2024 ho finito 42 libri (altri ne ho ancora in lettura), per un totale di 13.280 pagine, dato più o meno in linea con gli anni scorsi. Il primo libro finito nel 2024 (ma iniziato nel 2023), Starter Villain di John Scalzi, è stato una mezza delusione. Divertente, a tratti anche molto divertente, (e non gli chiedevo nulla di più), ma mi ha lasciato l'impressione di aver letto un'introduzione, più che un romanzo....

GoodreadsRece: Il Post - Ogni quattro anni (Cose spiegate bene Vol. 10)

Come ho scritto non ricordo più dove, leggo nonfiction principalmente per imparare cose, e in questo caso ne ho imparate poche, da cui il voto (relativamente) basso. Non perché il libro non sia ben fatto o interessante: lo è, come d'altra parte lo sono tutti quelli di questa collana che ho letto finora. Semplicemente, la gran parte degli articoli (capitoli? interventi?) parlano di cose, come il funzionamento del collegio elettorale, l'evoluzione della società in Texas, o l'incredibile vicenda dell'acqua di Flint, che ho già incontrato e approfondito, spesso proprio sulle pagine del Post o in uno dei libri/video/podcast/altri progetti assortiti di Francesco Costa*. Comunque consigliato, specialmente a chi è interessato agli US of A ma non è ossessionato, come lo sono io, dalla loro politica (spesso ho l'impressione di essere più informato su quella americana che su quella italiana, e non sono sicuro che sia una buona cosa), e dalle loro contraddizioni, e che ...

GoodreadsRece: Paolo Cognetti - Le otto montagne

Come faccio sempre quando inizio un libro, l'ho segnalato su Feisbù. Normalmente sono post che passano abbastanza inosservati: quando va bene raccolgo un paio di 👍 e uno o due commenti; stavolta una decina dei miei amici (che sui poco più di cento che ho sono una percentuale tutt'altro che trascurabile) si sono fatti vivi per dirmi quanto gli è piaciuto Le otto montagne (con una parziale ma significativa eccezione, ci torno). Avevano ragione. Erano diversi anni che un romanzo italiano non mi colpiva così tanto, e la cosa è ancora più notevole perché avevo una blanda, incomprensibile e ingiustificata antipatia preventiva per l'autore. Nonostante il titolo, il libro parla di montagna quanto, si parva licet , I promessi sposi parla di matrimonio: la montagna c'è, presenza concretissima, sfondo e motore di tutto ciò che accade al protagonista/narratore Pietro e a chi gli sta attorno (nonché, almeno per me, da sempre muntagnatt nell’animo anche se abito...