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FilmRece: F1 (con una digressione su un nuovo cinema)

Premessa: sono un appassionato di Formula 1 almeno dalla fine degli anni '70, sono stato diverse volte all'Autodromo di Monza durante i fine settimana di gara (ci ho anche corso a piedi più di una volta), e sono un Tifoso Ferrari da che ho memoria: cliccando sull'etichetta F1 qui di fianco ci sono i post sul tema che ho scritto nel corso degli anni.

Un paio di giorni fa, su inaspettato suggerimento di un amico, ho visto F1: non nella mia solita, amata Sala Energia, ma in una delle sale più piccole del cinema del centro commerciale Merlata Bloom.  È stato il primo film visto in sala da ottobre 2024, purtroppo la crisi di frequentazione cinematografica a cui accennavo in questo post non si è ancora conclusa, e forse ne potev(am)o scegliere uno migliore per ricominciare. C'è da dire che, se non altro, F1 è un film che sicuramente beneficia della visione su grande schermo: le scene di gara sono spettacolari e adrenaliniche, ma purtroppo sono anche uno dei pochi aspetti positivi del film. Un altro è senz'altro la collaborazione con la FIA e l'aver potuto girare gran parte del film durante veri fine settimana di gara, con veri piloti e veri team manager (Gunther!): in generale tutta l'ambientazione e gran parte dell'aspetto visuale del film funzionano. E tutto sommato, considerando il materiale a disposizione, gli attori (Brad Pitt in testa) fanno un buon lavoro.
In compenso però la storia è banale, prevedibile e completamente irrealistica, sia nella premessa che nello svolgimento, e  qualunque scena che prevede un'interazione umana che non sia strettamente legata alla pista e alle corse è quasi dolorosamente cringe. 
Ci sono imprecisioni, forzature e vere e proprie castronerie evidentissime a chiunque abbia una conoscenza anche solo superficiale della F1, tanto da far pensare che il film miri a conquistare nuovi fan allo sport più che a soddisfare chi già lo è (come il vostro affezionato, vedi premessa).
F1 ha, secondo me, lo stesso fondamentale difetto di Drive to Survive: crea storie per cercare di spettacolarizzare inutilmente uno sport che non ne ha il minimo bisogno; e non a caso i due migliori film sull'automobilismo che abbia mai visto sono Rush e Ford v Ferrari, che raccontano, pur con le ovvie licenze narrative, storie vere.
Nel complesso, un film sufficiente e divertente (sia volontariamente che no), niente di più.

Due parole sulla sala: cinque file per meno di cento posti, noi eravamo in seconda e la visione, tutto sommato, era buona; impianto audio/video pienamente adeguato (anche se, ovviamente, niente di paragonabile alla Sala Energia); spettatori abbastanza educati, a parte un paio di imbecilli che ogni dieci minuti dovevano assolutamente consultare lo smarfone; poltrone reclinabili molto comode, ma con un rivestimento in finta pelle caldissimo; pausa, comprensibile, ma per me ormai fastidiosissima, tra primo e secondo tempo. Può essere una alternativa accettabile all'Arcadia, almeno per certi film. Ad esempio: l'Odissea di Nolan* andrà vista (a luglio 2026!) in 70 mm a Melzo, senza dubbio; per La lunga marcia potrebbe andare anche Merlata.

Edit e Piesse: dimenticavo un altro aspetto estremamente irritante del film. Il commento delle gare è affidato, come nella realtà, a Carlo Vanzini e Marc Gené, che purtroppo fanno un lavoro pessimo. Li apprezzo (abbastanza) come commentatori, ma non sono nè attori nè doppiatori, e si sente.

F1 su IMDb: 7,9
F1 su Rotten Tomatoes: 83% 

* Il trailer è stato proiettato prima di F1, ma, per scelta di Nolan, non è ancora disponibile online. Quelli che si trovano non sono ufficiali.

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