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Batman: di capelli arancioni e cattivo giornalismo

Come sapranno tutti quelli che non sono vissuti in una grotta negli ultimi mesi, qualche giorno fa è uscito negli US of A The Dark Knight Rises, film conclusivo della finora splendida Bat-trilogia firmata da Christopher Nolan. In Italia uscirà solo il 29 agosto, e visto il mio astio verso gli spoiler avevo pensato di scrivere un post leggero, ispirato dall'immagine là a destra, scovata su reddit. Poi qualcuno ha pensato bene di infilarsi in un cinema dove proiettavano il film e ha fatto una strage. Dodici morti, cinquantotto feriti e il solito, inevitabile, insopportabile strascico di imprecisioni, omissioni, esagerazioni e vere e proprie falsificazioni da parte dei media. Non ho avuto il tempo (e francamente nemmeno la voglia) di seguire con particolare attenzione tutto quanto è stato detto e scritto, ma un paio di cose sono filtrate comunque, e come mi aspettavo, hanno dimostrato ancora una volta la generale pochezza di gran parte dell'informazione cosiddetta seria, almeno qui nella terra dei cachi.
Subito dopo la strage per (quasi) tutti il killer era "vestito come Bane, il cattivo del film", perchè portava una maschera antigas. Il fatto che durante l'attacco James Holmes abbia usato gas lacrimogeni non era ovviamente una spiegazione sufficiente.
Holmes ha poi aiutato il cazzatificio mediatico dichiarando al momento dell'arresto "I am the Joker". Da quel momento, il commento obbligato è diventato "ha i capelli tinti di arancio, come il Joker". Ora: è vero che non ho una particolare sensibilità per le sfumature cromatiche, sono uno dei classici maschi che vedono in EGA o al massimo in VGA, ma a me risulta che il Joker abbia, e abbia sempre avuto, nelle sue diverse incarnazioni, i capelli VERDI.
E fin qui, tutto sommato, si tratta di quisquilie: fastidiose, evitabili con un minimo di ricerca, ma in fondo innocue. Poteva però mancare la turbocazzata termonucleare globale? Ovviamente no, e quasi altrettanto ovviamente è arrivata da Repubblica, che ultimamente ne ha inanellate diverse, sui più disparati temi. Non da repubblica.it, che ormai è credibile più o meno quanto il TG4 dei tempi d'oro, ma dall'edizione cartacea, che si suppone goda di un controllo editoriale superiore rispetto a quella online. Commentando la strage l'inviato Angelo Aquaro scrive, testuale: "«È orribile» dice adesso Neil Gaiman, che non è un testimone scampato al massacro: è il papà di Batman, e forse anche della follia di un fuoricorso di neuroscienze che ha macchiato di sangue perfino il sogno dei supereroi."
Ora: se io fossi accusato di essere, anche solo "forse", il corresponsabile di un massacro da un giornalista che:
a) non è nemmeno in grado di distinguere la sabbia da un pipistrello;
b) ritiene possibile che un uomo nato nel 1960 possa essere "il papà" di uno nato nel 1939;
cercherei, come minimo, di farlo espellere dal Sacro Ordine Dei Giornalisti.
Neil Gaiman, che oltre ad essere un grandissimo scrittore è evidentemente anche un true english gentleman si è limitato ad un tweet tagliente e a un commento incredulo su Facebook.

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