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(cit.)

"È più facile ingannare la gente che convincerla che è stata ingannata." (Mark Twain)

"È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina." (Henry Ford)

"Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre." (Sandro Pertini)

Cos'hanno in comune queste tre frasi? Almeno due cose. La prima: sono molto citate, solitamente con aria compiaciuta e molti punti esclamativi di contorno, sul web complottista, filo-grillino e anti-sistema in genere. La seconda: sono tutte e tre false. 
La domanda "Ma perchè diavolo ti preoccupi della corretta attribuzione di tre frasi diffuse in Rete?" è legittima, ma il fatto è che io, da che mi ricordi, ho sempre avuto la passione per le citazioni. Le frasi argute, i motti di spirito, le osservazioni fulminanti che in poche parole riescono a stupire, a divertire, a cambiare la prospettiva sul mondo, mi hanno sempre affascinato, continuano a farlo, e mi sembra quantomeno corretto che quando si cita qualcuno, lo si citi con un minimo di accuratezza. 
Vista la mia età, ho esercitato questa mia passione in due epoche e con due modalità ben distinte: prima e dopo l'avvento dell'Interwebs*. Prima sono stato un accanito consumatore di florilegi e dizionari di citazioni, nonchè un devoto lettore del geniale "Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano" e dei numerosi seguiti. Dopo, come in tanti altri ambiti, è cambiato tutto. E, come in tanti altri ambiti, a un aumento enorme della disponibilità e della facilità di reperimento si è affiancato un aumento enorme della fuffa, ossia, in questo caso, di citazioni errate, attribuite alla persona sbagliata o addirittura inventate di sana pianta. 
Non sorprende che spesso questa fuffa venga diffusa da ambienti complottisti o affini al complottismo: in fondo da chi non verifica le fonti parlando di cospirazioni per sterminare l'umanità, non ci si può aspettare l'accuratezza filologica di andare a cercare il vero autore di una frase.
Ad esempio, le citazioni di Twain** e Ford*** in apertura, particolarmente amate dai complottisti di corrente signoraggista/sovranista**** sono, nella migliore delle ipotesi, delle riformulazioni fatte da terzi di concetti vagamente simili espressi dai due presunti autori, mentre la paternità di quella di Pertini è stata smentita direttamente dalla Fondazione a lui intitolata.
Purtroppo, anche quando viene dimostrata la falsità, o almeno l'errata attribuzione di una citazione, la sua circolazione non diminuisce, se non in maniera minuscola. Le reazioni tipiche quando, come mi è capitato, si fa notare l'errore e lo si corregge con tanto di fonti, sono piuttosto prevedibili e piuttosto scoraggianti: "[presunto autore] non l'avrà detto, ma lo pensava"; "[presunto autore] non l'avrà detto, ma il concetto resta valido"; "non l'avrà detto [presunto autore], ma l'ha detto [presunto altro autore, altrettanto sbagliato]"; "non hai niente di più importante a cui pensare?"; "fatti i cazzi tuoi".
Eppure, per quanto marginale, credo che si tratti dell'ennesima spia di un modo di pensare che vedo sempre più diffuso e che francamente mi spaventa: il rifiuto della competenza, l'esaltazione del dilettantismo e dell'approssimazione, la refrattarietà ad accettare fatti che contrastino con le proprie opinioni già formate. In politica, quest'anno va di moda parlare di post-truth, in altri ambiti, da sempre, lo si è chiamato antiscienza.

(Piesse: avevo iniziato a scrivere questo post qualche settimana fa, ed è solo una coincidenza che l'abbia finito oggi. Approfitto per fare ai miei dodici lettori gli auguri per un 2017 che sia - come minimo - migliore di questo 2016 che sta finendo. Non dovrebbe essere difficile.)

* Ossia, per me, gennaio 1997. In data opportuna verrà pubblicato post (auto)celebrativo.
** In originale "It's easier to fool people than to convince them that they have been fooled."
*** In originale "It is well enough that people of the nation do not understand our banking and monetary system, for if they did, I believe there would be a revolution before tomorrow morning."
*** A cui prima o poi ho intenzione di dedicare un post: è una delle branche del complottismo più divertenti e più strampalate; purtroppo è anche piuttosto tecnica, quindi è richiesta un po' di preparazione.

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