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La 500 gialla

Chiunque non abbia vissuto su Marte (in senso letterale, non nel senso dell'ottimo telefilm) negli ultimi mesi, sicuramente sa che ieri è stata presentata la nuova Fiat 500, con uno sforzo di marketing che non ricordo di aver mai visto per un'automobile - o per nessun altro prodotto.
La presentazione è stata curata dal creatore della cerimonia di apertura di Torino 2006, e tra le altre cose ha ospitato i Beatles, Anita Ekberg e Mariliyn Monroe (finti), Lauryn Hill (vera) e quattro elefanti, che finalmente sono riusciti a entrare in una 500 (ovviamente, due davanti e due di dietro).
Premetto subito che il nuovo cinquino mi piace parecchio, anche se non credo lo comprerò mai, visto che ho appena cambiato macchina - con una meno hype, ma sicuramente più versatile Citroën C3 - ma non sarei il solito bastian contrario se non avessi qualcosa da ridire.
In primis il prezzo, che se verrà confermato, farà della nuova 500 non la macchina per tutti che fu la sua antenata, ma l'ennesimo oggetto del desiderio per fighetti, in diretta concorrenza con Mini e Smart.
E poi i colori. Non per le tinte in sè, che mi piacciono pure, ma per i nomi che i cervelloni dell'ufficio marketing hanno deciso di dar loro (e secondo me qui opera ancora la longa manus del Lapo nazionale). Il menu offre:
  • Bianco bianco
  • Blu m'ama non m'ama
  • Grigio perbene
  • Blu impeccabile
  • Nero provocatore
  • Verde libero e bello (?)
  • Arancio gustoso
  • Azzurro cuor leggero (??)
  • Rosso sfrontato
  • Giallo birichino
  • Grigio galante
  • Bianco gioioso
Tra l'altro, volendosi rifare alla tradizione della storica 500, ne manca almeno uno: il Giallo sfiga, o Giallo non ricevo.

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