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BookRece: Fifty Shades of Grey

Recensione sintetica: No.

Recensione un po' meno sintetica: d'accordo, da un libro nato come fan fiction di Twilight non ci si poteva aspettare chissà cosa, ma che fosse una tale chiavica, lo ammetto, mi ha sorpreso. Tanto per cominciare, non credevo che potesse esistere un libro scritto peggio di Twilight, ma ho dovuto ricredermi dopo poche pagine: se la storia del vampiro meno credibile del mondo è ripetitiva, la storia della vergine meno credibile del mondo è ripetitiva al quadrato. Il numero di volte in cui ci viene ricordato che:

1) Christian Grey è bellissimo
2) Christian Grey è dotato di un pene smisurato
3) i pantaloni di Christian Grey gli cadono sui fianchi in modo incredibilmente sexy
4) Christian Grey si eccita se Anastasia Steele si morde le labbra

è francamente imbarazzante. Per non parlare del numero di Holy Cow/Shit/God/Moses/varie ed eventuali che la protagonista pronuncia e/o pensa nell'arco del libro, o dei monologhi/dialoghi interiori tra il suo subconscio e la sua Inner Goddess, che, sia detto per inciso, avrei voluto strozzare già intorno a pagina venti.
Per quanto riguarda lo stile, tuttavia, il problema principale è che scrivere di sesso senza sconfinare nel ridicolo è difficile, anche per scrittori ben più dotati della James, e lei proprio non ce la fa. Solo un esempio, e non è nemmeno il peggiore: durante il primo rapporto orale (more on that later), Anastasia pensa: "è il mio personale ghiacciolo al gusto di Christian Grey" ("He’s My Very Own Christian Grey-Flavored Popsicle"). Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Eppure, come ho già detto spesso qui sul blog, per me la cosa più importante in un romanzo è la storia: se c'è, ed è interessante, sono disposto a sorvolare su linguaggio sciatto, caratterizzazione poco riuscita, dialoghi banali. Purtroppo, in Fifty Shades of Grey manca anche quella. A grandi linee, questa è la trama del libro: incontro-dubbi-trombata-dubbi-trombata-dubbi-trombata-dubbi-trombata-addio (temporaneo, visto che ci sono altri due libri*). Ho visto mani di vernice asciugare in maniera più interessante.
In più, la protagonista/voce narrante è - per usare un eufemismo - non pienamente credibile. Una ragazza americana sana, di intelligenza normale e di bell'aspetto che arriva alla fine del college non solo vergine, ma senza mai aver provato un orgasmo, etero- o auto-provocato? Un po' difficile da credere, ma ci può ancora stare. Però allora, cara signora James, non puoi raccontare come la giovane innocentina si riveli, alla prima occasione, una Signora del Pompino che nemmeno Linda Lovelace.
Non commento nemmeno l'aspetto bondage-sadomaso del libro, sia perchè non ne so abbastanza da poterne giudicare il realismo, sia perchè in fondo è solo un artificio narrativo per parlare di potere e di controllo in una relazione, ma Fifty Shades è talmente pessimo nei fondamentali (storia, caratterizzazione, linguaggio), che portare la discussione al suo valore metaforico mi sembra veramente troppo.

Per concludere, questo è il primo libro da molto tempo in cui già dopo poche pagine detestavo tutti i personaggi principali: Anastasia è vacua e inconsistente, la sua compagna di stanza (Kate? non mi ricordo e non ho voglia di controllare) ancora più di lei, Christian è uno stronzo manipolatore. Anzi, riflettendoci meglio, non li detestavo: mi erano - e mi sono - completamente indifferenti, ed è ancora peggio.

* Forse in assoluto la cosa che mi ha infastidito di più del libro è che si tratta solo di una prima parte. Non di un libro autoconclusivo con due sequel: una prima parte che finisce su un (relativo, molto relativo) cliffhanger.

Commenti

  1. recensione troppo superficiale... non vedo perchè il fatto che una 21enne non abbia mai avuto esperienze sessuali ,dunque orgasmi, dovrebbe risultare poco credibile;anche se può risultare strano, non tutti in questo mondo perdono la verginità a 14 anni o giu di lì...dopottutto il mondo è bello perchè è vario!!!!

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