Passa ai contenuti principali

Film(mini)Rece: Mad Max Fury Road

Premessa: non ho mai visto* i primi tre Mad Max, ma essendo nato a metà dei '70 non ho potuto evitare di assorbire, da adolescente, l'etica e l'estetica post-atomica e post-punk della saga. Non si scappa: per chi ha la mia età, Max è comunque un compagno di strada, un'icona, un simbolo. Mi sono quindi trovato nella curiosa posizione di vedere, allo stesso tempo, un film completamente nuovo, e un sequel/reboot/quel che è. Film che, lo dico subito, mi è piaciuto molto, e non solo per le ragioni che ci si potrebbe aspettare.
Perchè sì, ovviamente ci sono le macchine, le moto, le blindocisterne, gli inseguimenti e le esplosioni, e sono visivamente incredibili, con alcune trovate semplicemente geniali come il camion-amplificatore che trasporta la versione Mad Max del trombettiere militare.
Ovviamente ci sono i cattivi mostruosi, deformi e purulenti, e incontri malsani tra carne e metallo che avrebbero reso fiero H. R. Giger.
Ma c'è anche una Charlize Theron strepitosa, di fatto la vera protagonista del film, c'è un Tom Hardy forse un po' in secondo piano, ma efficacissimo nel ruolo dell'eroe taciturno e maledetto e c'è un cast di supporto azzeccatissimo, dall'ottimo Nicolas Hoult all'inaspettata Megan Gale**.
C'è una storia che, nella sua semplicità, funziona alla grande e non dà un attimo di respiro.
A volerle cercare, ci sono anche riflessioni sulla violenza del potere, sull'oppressione della donna e sui pericoli della fede cieca (giuro!).
E soprattutto c'è un film talmente sopra le righe che fa il giro, e le righe le spazza via da sotto, in un'apocalisse di fuoco, sabbia, metallo, chitarre distorte e tamburi di guerra.

Mad Max Fury Road su IMDb
Mad Max Fury Road su Rotten Tomatoe

* Ci ho provato con i primi due nelle ultime settimane, per prepararmi alla visione, ma mi sono tragicamente addormentato entrambe le volte.
** Esatto, quella Megan Gale.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le scie chimiche provocano servizi di Jeremy Clarkson!

Wikipedia definisce così il bias di conferma : " È un processo mentale che consiste nel ricercare, selezionare e interpretare informazioni in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quelle che confermano le proprie convinzioni o ipotesi, e viceversa, ignorare o sminuire informazioni che le contraddicono. " Evidentemente io soffro di una forma inversa di questo bias , perchè da che mi ricordo ho la passione* di andare a cercare e vedere/ascoltare/leggere quanto più possibile di chi la pensa in modo opposto al mio. Quindi ascolto spesso Radio Padania Libera ; quindi sono un fedele lettore dei siti del Giornale e di Libero ; quindi seguo su Twitter (anche) i pentastellati Carlo Sibilia , Paolo Bernini e Alessandro "Dibba" Dibattista , e l'ex parlamentare piddino e ora cristianissimo attivista anti-gay Mario Adinolfi ; quindi, soprattutto, sono diventato non dico un esperto ma sicuramente un discreto conoscitore delle p...

Tengo famiglia

Hai capito quella che vive il mestiere di scrittrice "in modo pionieristico"? Quella che se la prende con Rowling e Meyer , che scrivono ciarpame, mentre lei fa Letteratura con la L maiuscola ? Già prima non la trovavo particolarmente simpatica , figuriamoci ora, dopo il vergognoso spottone che il marito le ha gentilmente e gratuitamente fatto durante il concerto del Primo Maggio. A modest proposal : se ci si atteggia ad artisti puri&ispirati, forse è meglio evitare questi mezzucci, sia perchè un Vero Artista non ha interesse al vil danaro , sia perchè a qualche maligno potrebbe venire il dubbio che si è solo dei miserabili ipocriti .

Le grandi domande - parte II

Qualche giorno fa, facendo la spesa, mi è capitato sottomano un pacchetto di Kinder Brioss alla ciliegia , una brioche che non vedevo e non mangiavo più o meno dal 1987. Una domanda mi è sorta spontanea: che diamine di fine hanno fatto le Fiesta gialle? Chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà sicuramente: la Fiesta Ferrero , un tempo, non esisteva solo nella versione arancio che si trova ora, ma anche in una gialla, che si intravede nell'immagine qui a lato (che, mi duole sottolinearlo, è la copertina di un 45 giri , che riportava sul lato B l'imperdibile hit Snacckiamoci una Fiesta ). Mi sembra di ricordare - anche se non ci metterei la mano sul fuoco - che fosse al gusto di curaçao , ma sicuramente era buonissima , molto meglio della sorella. Aggiornamento del 22/5/2007 Dopo una discussione nostalgico-filologica con alcuni amici, siamo arrivati alla conclusione che sono addirittura due le Fiesta scomparse. Quella gialla che era al sapore Tuttifrutti (probabilmente un or...

386

Leggevo questo articolo sull'inestimabile blog di Paolo Attivissimo, e mi è piombata addosso una nostalgia tecnico-informatica degna di una giornata novembrina (e il clima odierno, almeno qui a Milano, non aiuta). Nostalgia indiretta, volendo, visto che vidi WarGames diversi anni più tardi e non ne fui così tanto ispirato alla carriera informatica (all'epoca volevo fare il veterinario). Però i commenti all'articolo mi hanno fatto venire in mente che nel 1990 compravo il mio primo Pc; qualche anno prima avevo acquistato un Olivetti Prodest Pc128 - credo di essere stato uno dei 4 in Italia ad averlo fatto - ma vista la carenza di software (leggi videogiochi) a buon mercato, era finito ben presto a prender polvere. Ecco le specifiche di quell'antico computer (di cui credo di avere ancora in giro per casa qualche componente): CPU: 386 25 MHz RAM: 4 MB HDD: 40 MB Floppy: 3" ½, 1.44 MB e 5" ¼, 1.2 MB Scheda video: VGA 256 colori Monitor: 14" a colori Sistem...