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GoodreadsRece: Pierce Brown - Golden Son & Morning Star

[This review is for both Golden Son and Morning Star. Here you can find the one I wrote for Red Rising.]
Much later than I would have liked, but here’s my thoughts on the Red Rising trilogy. I confirm what I wrote in my review of the first book: "this is one of the most captivating and original sci-fi [stories] I read in a long time. And as all good sci-fi, behind its bio-manipulation and anti-gravity tech façade, it deals with timeless themes such as social justice, revenge, identity, leadership, loyalty."
After reading it all, I can add it's a masterfully plotted trilogy that takes real delight in waylaying the reader at every possible turn: it is one of the most unpredictable tales I have ever read and yet none of the plot twists seem forced or far-fetched.
The technological and, even more important, sociological cornerstones of the Society universe, laid out in the first book, are built on and explored in the second and third, and the scope of the tale expands immensely, and yet it doesn’t lose its focus and its heart: Darrow.
Darrow is a truly unforgettable protagonist, equally believable in his glory as in his ruin, in his fury as in his tenderness, and the ensemble cast of characters is every bit as memorable as he is, if - inevitably - less fleshed out.
Lastly, it is a tale in which language plays a major role, both as an important plot element and as a token of distinction among High and LowColors: and Pierce Brown honors this by writing in a beautifully nuanced and diverse English.
A story I wish I could read again for the first time.

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[Questa recensione copre sia Golden Son che Morning Star. Qui c'è quella di Red Rising.]
È passato molto più tempo di quanto avrei voluto, ma ecco qui i miei pensieri sulla trilogia di Red Rising. Confermo quanto scrivevo nella mia recensione del primo libro: “è un[a delle storie] di fantascienza più accattivanti e più originali che abbia letto da parecchio tempo a questa parte. E come tutta la buona fantascienza, dietro la facciata di tecnologie per la bio-manipolazione e l'antigravità, tratta di tematiche senza tempo, come giustizia sociale, vendetta, identità, leadership, lealtà.”
Dopo aver completato la lettura, posso aggiungere che è una trilogia con una trama magistrale, che gode nel prendere alla sprovvista il lettore ad ogni occasione: è una delle storie più imprevedibili che abbia mai letto, eppure nessuno dei colpi di scena risulta forzato o inverosimile.
Il secondo e il terzo libro sono costruiti sulle fondamenta tecnologiche e su quelle, ancora più importanti, sociologiche della Società, e le espandono; e anche la portata della storia si allarga immensamente, pur senza perdere di vista il suo cuore e il suo centro: Darrow.
Darrow è un personaggio indimenticabile, ugualmente credibile nella gloria e nella rovina, nella sua furia e nella sua tenerezza, e il vastissimo cast di comprimari è altrettanto memorabile, anche se - inevitabilmente - meno dettagliato.
Infine, è una storia in cui il linguaggio gioca un ruolo importantissimo, sia come elemento della trama, sia come strumento di discrimine tra Oro e Rossi: e Pierce Brown fa onore a questo ruolo scrivendo in un Inglese ricco di sfumature e di registri. [Ho letto alcuni brani dalle anteprime di Amazon delle versioni italiane. Perdono molto, ma sono libri oggettivamente molto difficili da tradurre.]
Una storia che vorrei poter leggere di nuovo per la prima volta.

Voto: per entrambi, 4 su 5
Golden Son su Goodreads
Morning Star su Goodreads

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