Passa ai contenuti principali

GoodreadsRece: Italo Calvino - Marcovaldo

Marcovaldo è stato uno dei miei libri di lettura alle scuole medie (credo in seconda), e riaprendolo adesso per la prima volta da allora, mi sono trovato nella stessa situazione della rilettura adulta di La Storia Infinita: ricordavo molte delle suggestioni e delle situazioni del libro, che avevo adorato da bambino, ma stavolta ci ho scoperto molto, molto di più.
Ho ritrovato la delicatezza, l'ingenuità e la malinconia di Marcovaldo, il suo cercare continuamente (e a volte trovare) la natura in città, il suo continuo, antieroico, sbattere il muso sulla realtà; ma stavolta il sottotesto politico, la critica al nascente consumismo di molta parte del libro è risultato evidentissimo: Luna e Gnac e Marcovaldo al supermarket sono probabilmente i due racconti più espliciti in questo senso.

Non è facile scrivere una critica sociale feroce che sia anche poetica, sognante, a tratti favolistica (il finale di La città smarrita nella neve, La fermata sbagliata, La pioggia e le foglie): credo che sia proprio questa tensione che rende Marcovaldo uno di quei libri (come Animal Farm, per citarne solo uno) che vanno ben oltre il tempo in cui sono stati scritti, e diventano eterni.

Voto: 4,5 su 5
Marcovaldo su Goodreads

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Peripezie di un compratore onlàin

Post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale Non lo dico per vantarmi (va beh, un po' sì, lo ammetto), ma credo di potermi definire un veterano di Internet, almeno per quanto riguarda l'Italia. Navigo dal 1997, ho un blog dal 2002 (e prima ancora avevo una pagina su GeoCities ) e ho fatto il mio primo acquisto online nel luglio del 2003 (su amazon.fr : American Gods , Fantastic Beasts & Where To Find Them e Chimes of Freedom ). In quasi sette anni e mezzo di acquisti non ho mai avuto problemi degni di nota, al massimo qualche ritardo di consegna o qualche libro un po' più malridotto di quanto la descrizione lasciasse supporre; evidentemente sono andato in credito con la fortuna, perchè nelle ultime settimane sembra che non riesca più a comprare qualcosa online senza qualche complicazione. Il famoso berretto dei Red Sox di cui parlavo un paio di post fa non è mai arrivato, e il venditore (a cui, visto che si avvicinano le feste, auguro un attacco di diarrea fulmin...

EOS!

Annuncio che da oggi sono l'orgoglioso possessore di una Canon EOS 400D . Temo che tra obbiettivi , flash , schede di memoria, batterie e altri ammennicoli più o meno utili ci spenderò dietro una consistente quantità di denaro; temo altresì che per imparare ad usarla decentemente ci vorrà un certo addestramento, ma al momento non ci voglio pensare. Mi godo il mio regalo di Natale in ritardo e basta. Ah: un sentito grazie alla promozione Fidaty di Esselunga, per avere reso possibile l'acquisto.

Le grandi domande - parte II

Qualche giorno fa, facendo la spesa, mi è capitato sottomano un pacchetto di Kinder Brioss alla ciliegia , una brioche che non vedevo e non mangiavo più o meno dal 1987. Una domanda mi è sorta spontanea: che diamine di fine hanno fatto le Fiesta gialle? Chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà sicuramente: la Fiesta Ferrero , un tempo, non esisteva solo nella versione arancio che si trova ora, ma anche in una gialla, che si intravede nell'immagine qui a lato (che, mi duole sottolinearlo, è la copertina di un 45 giri , che riportava sul lato B l'imperdibile hit Snacckiamoci una Fiesta ). Mi sembra di ricordare - anche se non ci metterei la mano sul fuoco - che fosse al gusto di curaçao , ma sicuramente era buonissima , molto meglio della sorella. Aggiornamento del 22/5/2007 Dopo una discussione nostalgico-filologica con alcuni amici, siamo arrivati alla conclusione che sono addirittura due le Fiesta scomparse. Quella gialla che era al sapore Tuttifrutti (probabilmente un or...

Critica e critici

Questa mattina, su Radio Popolare * ho sentito un critico che, sostanzialmente, ha detto che se non ti piace La grande bellezza è perchè non lo capisci, perchè sei un ignorante brubru che rutta a tavola, si mette le dita (dei piedi) nel naso e non è in grado di riconoscere La Vera Arte Del Cinematografo **. Il fatto che qualcuno possa, semplicemente, avere gusti diversi, non l'ha minimamente sfiorato. Mi è tornata in mente un'altra recensione, sempre sentita su RadioPop, qualche mese fa, in cui si parlava di Avengers . Ci avevo anche scritto tre quarti di post, ma per qualche motivo non l'avevo mai finito. Le (parolona) riflessioni che facevo all'epoca mi sembrano ancora valide: [Inizio post d'epoca] Avvertenza: se siete tra le ventisette persone che ancora non hanno visto Avengers , provvedete prima di continuare la lettura, temo che qua e là qualche spoiler mi scapperà. Radio Popolare, domenica mattina. Un critico cinematografico del Fatto Quotidiano, di cui ...