Passa ai contenuti principali

GoodreadsRece: Il Post - E giustizia per tutti (Cose spiegate bene Vol. 4)

In Italia, si sa, siamo 60 milioni di commissari tecnici; pronti, all'occorrenza, a diventare 60 milioni di ingegneri civili (come abbiamo fatto in occasione del crollo del ponte Morandi), o 60 milioni di esperti di geopolitica (per spiegare la guerra in Ucraina, o risolvere la situazione in Medio Oriente), o 60 milioni di virologi/infettivologi (per affrontare la pandemia di COVID).
C'è però un campo in cui la distanza tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo davvero è particolarmente enorme: la giustizia. Tutti siamo pronti a emettere sentenze, irrogare pene, spiegare perché una condanna o un'assoluzione siano sbagliate nonostante tutti* abbiamo conoscenze giuridiche che rasentano lo zero. Senza considerare che tutto quello che ha a che fare con l'applicazione della legge è materia estremamente complessa ed estremamente tecnica; è probabilmente uno dei campi del sapere umano in cui le minuzie, i dettagli, i tecnicismi sono più importanti e più difficili da padroneggiare.
Leggere E giustizia per tutti** (bellissimo titolo, peraltro) non ci trasforma magicamente in esperti di legge (e il libro, fin dall'introduzione, non millanta di volerlo fare); anzi: alla fine della lettura la reazione più onesta dovrebbe essere ammettere quanto poco conosciamo l'argomento, e quanto sia vasto e complesso. Una cosa però il libro la fa, e la fa bene: ci fornisce alcuni concetti di base e un minimo di vocabolario specialistico; quanto basta per non essere totalmente sprovveduti nelle numerose occasioni in cui abbiamo a che fare con la giustizia, per esperienza diretta o perché ne leggiamo o ascoltiamo racconti giornalistici.
Non mi sembra poco.

Voto: 4 su 5
E giustizia per tutti su Goodreads

 * Escludendo, ovviamente, i professionisti del settore.
** È il quarto della collana Cose spiegate bene, come gli altri curato dalla redazione del Post e con il contributo di vari esperti. Ho letto anche il primo, sui libri, e il terzo, sulle droghe, e ho trovato entrambi molto ben fatt
i. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Le grandi domande - parte II

Qualche giorno fa, facendo la spesa, mi è capitato sottomano un pacchetto di Kinder Brioss alla ciliegia , una brioche che non vedevo e non mangiavo più o meno dal 1987. Una domanda mi è sorta spontanea: che diamine di fine hanno fatto le Fiesta gialle? Chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà sicuramente: la Fiesta Ferrero , un tempo, non esisteva solo nella versione arancio che si trova ora, ma anche in una gialla, che si intravede nell'immagine qui a lato (che, mi duole sottolinearlo, è la copertina di un 45 giri , che riportava sul lato B l'imperdibile hit Snacckiamoci una Fiesta ). Mi sembra di ricordare - anche se non ci metterei la mano sul fuoco - che fosse al gusto di curaçao , ma sicuramente era buonissima , molto meglio della sorella. Aggiornamento del 22/5/2007 Dopo una discussione nostalgico-filologica con alcuni amici, siamo arrivati alla conclusione che sono addirittura due le Fiesta scomparse. Quella gialla che era al sapore Tuttifrutti (probabilmente un or...

Peripezie di un compratore onlàin

Post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale Non lo dico per vantarmi (va beh, un po' sì, lo ammetto), ma credo di potermi definire un veterano di Internet, almeno per quanto riguarda l'Italia. Navigo dal 1997, ho un blog dal 2002 (e prima ancora avevo una pagina su GeoCities ) e ho fatto il mio primo acquisto online nel luglio del 2003 (su amazon.fr : American Gods , Fantastic Beasts & Where To Find Them e Chimes of Freedom ). In quasi sette anni e mezzo di acquisti non ho mai avuto problemi degni di nota, al massimo qualche ritardo di consegna o qualche libro un po' più malridotto di quanto la descrizione lasciasse supporre; evidentemente sono andato in credito con la fortuna, perchè nelle ultime settimane sembra che non riesca più a comprare qualcosa online senza qualche complicazione. Il famoso berretto dei Red Sox di cui parlavo un paio di post fa non è mai arrivato, e il venditore (a cui, visto che si avvicinano le feste, auguro un attacco di diarrea fulmin...

Unità di misura

Questo articolo di Wired mi ha dato l'ispirazione per mettere qui sul blog un'idea che mi frulla per la testa da un po'. Propongo l'istituzione del millinut (mN) come unità di misura della dipendenza provocata da qualcosa, si tratti di cibo o di qualunque altro oggetto, materiale o immateriale. Ovviamente, la Nutella costituisce il valore di riferimento, con un grado di dipendenza di 1000 millinut , o 1 nut . Altri valori potrebbero essere questi (ma si può discutere): - Eroina: 800-900 mN - Nicotina: 750-850 mN - Alcol: 700-800 mN - Diablo/Diablo II: 700-750 mN - Lemmings : 600-650 mN - House: 500-600 mN - Pringles sour cream & onion: 450-550 mN Suggerimenti?

GoodreadsRece: Kazuo Ishiguro - Never Let Me Go

I completely subscribe to the idiom " Dont judge a book by its cover ": over the years I often read wonderful books with horrible covers , less often horrible books with wonderful covers , and everything in beetween. Sometimes, though, a particularly good cover made me discover a book I wouldn't otherwise have considered, as happened in this case. I'm not really sure why, but this cover for Never Let Me Go struck a chord with me, and even if I had barely heard about the author Kazuo Ishiguro, and not at all about the book, I read it. And I loved it. I don't want to spoil anything about the plot, moreso because the whole book is written as a slow, gradual unveiling of the story of the protagonist/narrator, the people around her, and the (apparently) normal world in which they live, and part of its allure is exactly following Kathy's pace in remembering her life, with all her infinite and (apparently) meaningless digressions. I'll just repeat here what I wr...