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Competenza? Un optional

Tira una brutta aria in questi giorni: tra polemiche sui videogiochi violenti e denunce a Google per non aver controllato quello che gli utenti caricano sui suoi server, sembra che Internet e dintorni siano tornati sotto assedio.
Io continuo a chiedermi, come mi chiedevo ai tempi del celeberrimo bollino virtuale inventato dal ministro urbani (di cui potete ammirare le preraffaellite fattezze nella foto a lato): ma è così irrealistico pretendere che chi legifera su qualcosa abbia perlomeno una conoscenza di base dell'argomento?
Perchè quello che emerge dalle discussioni di questi giorni, al di là degli schieramenti politici e delle posizioni ideologiche, è una crassa e compiaciuta ignoranza dei meccanismi di base della Rete. Chi non si rende conto che è assurdo pretendere un controllo preventivo sui contenuti da un servizio come YouTube, che nel luglio del 2006 pubblicava 65000 (sessantacinquemila) video al giorno, non dovrebbe permettersi di aprire bocca sulla questione.
Chi non capisce che i deficienti che hanno pestato il loro compagno disabile probabilmente non sarebbero mai stati scoperti se il video non fosse stato pubblicato, e invoca censure e controlli dell'accesso al web, dovrebbe riconoscere che sa di non sapere e cominciare ad informarsi.
Chi dichiara "non so nemmeno come si accende una Playstation" (si preme il tasto On, cretina) dovrebbe avere la decenza di tenere per sè le sue opinioni sul tema dei videogiochi.
Ma ovviamente questo non succede, e si arriva al teatro dell'assurdo: Mastella che sdottoreggia di Internet e nuove tecnologie. Mastella, non so se mi spiego. Perchè sento un brivido che mi corre lungo la schiena?

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