venerdì 30 dicembre 2011

Guerrieri del ghiaccio, traduzioni agghiaccianti

Il 25 ottobre di quest'anno è stato pubblicato in Italia I guerrieri del ghiaccio, prima parte della traduzione di A Dance with Dragons, quinto volume sui previsti sette che andranno a comporre la saga A Song of Ice and Fire di George R. R. Martin. Ho già scritto più di una volta qui sul blog della saga, della sua versione televisiva e della scelta censurabile (ma non unicamente italiana) di pubblicare i libri originali divisi in più tomi, quindi non riprenderò questi argomenti.
Parlerò di traduzioni.
Di quelle dei precedenti volumi ho solo sentito parlare (male), visto che ho letto i libri in originale; ho però verificato di persona alcuni svarioni veramente imbarazzanti. Ad esempio il motto della casa Greyjoy, "We do not sow", ossia "Noi non seminiamo" (particolarmente adeguato ad una casa che vive principalmente di pirateria navale), che viene tradotto come "Noi non sappiamo tessere". Oppure, e soprattutto, la scena della metalupa*, simbolo della casa Stark, che viene ritrovata morta all'inizio del primo libro, trafitta dal palco di un cervo, simbolo della casa Baratheon. Il valore simbolico della scena è evidente, eppure il baldo traduttore italiano riesce a trasformare il palco di cervo in un corno di unicorno, creatura che non compare più, se non ricordo male nemmeno nell'araldica di qualche casa minore, per tutto il resto della saga.
Per questo quinto volume (decimo in italiano), e per circostanze con cui non tedierò i miei dodici lettori, ho avuto sott'occhio contemporaneamente il testo inglese e quello italiano, e più di una volta sono rabbrividito.

Primo esempio. Il testo inglese recita (tra parentesi la mia traduzione, quanto più letterale possibile):
Jon glanced back at Stannis. For an instant their eyes met. Then the king nodded and went back inside his tower. (Jon guardò indietro verso Stannis. Per un istante i loro occhi si incontrarono. Poi il re annuì e tornò dentro la sua torre.) 
Traduzione:
Jon Snow si voltò a guardare Stannis Baratheon con la spada sanguinante in pugno. Per un istante, i loro occhi si incontrarono. Il re annuì, poi si voltò e rientrò nella torre.
Qualcuno mi spiega da dove diamine è spuntata fuori la spada sanguinante?

Secondo esempio:
I knew the day would come, Davos told himself. I was fond of the old rogue, but never so great a fool as to trust him. (Sapevo che il giorno sarebbe arrivato, si disse Davos. Ero affezionato al vecchio pirata, ma non sono mai stato tanto sciocco da fidarmi di lui.)
Traduzione:
Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, pensò Davos. Avevo simpatia per questo vecchio furfante, ma sono stato sciocco a fidarmi di lui.
Sbaglio, o il senso della frase viene completamente invertito?

Terzo esempio:
"It can’t be more than a thousand yards from here to there." ("Non possono essere più di mille iarde da qui a lì.")
Traduzione:
"Non possono essere più di cento iarde da dove ci troviamo adesso."
No comment.

Quarto e ultimo esempio:
Food and clothing, land and castles, now weapons. He draws me in deeper every day. (Cibo e vestiario, terra e castelli, ora armi. Mi coinvolge più profondamente ogni giorno)
Traduzione:
Cibo e vestiario, terre e castelli, adesso le armi. Ogni giorno questo folle mi chiede sempre di più.
"Questo folle"?

Ora: il libro in inglese è uscito a metà luglio, e quello italiano, tradotto da due persone, a fine ottobre. Francamente non so se tre mesi abbondanti siano un tempo lungo o breve per la traduzione di poco più di trecento pagine; ammettiamo pure che i due traduttori abbiano dovuto lavorare in fretta, e che qualche errore di distrazione sia potuto scappare (thousand tradotto come cento invece che come mille). Come si giustificano però la seconda traduzione, e soprattutto la prima e l'ultima, in cui vengono inseriti dal nulla elementi completamente assenti dal testo originale?
Io non sono un traduttore professionista, è vero, ma sbaglio quando dico che il primo dovere di una traduzione è riproporre nel modo quanto più fedele possibile il testo originale? Non togliendo nulla, ma soprattutto non aggiungendo nulla? Se Martin non ha ritenuto che Jon Snow dovesse dare del folle a re Stannis, anche solo nei suoi pensieri, che diritto ho io traduttore di sostituirimi all'autore? Ritengo di conoscere le sue creazioni meglio di quanto le conosca lui stesso? Mah. Saranno piccolezze, ma mi rafforzano sempre di più nella decisione di leggere, per le lingue che conosco, i testi originali.


* Metalupo è la traduzione usata in tutti i volumi italiani della saga per direwolf, l'animale simbolo della casa Stark, una sorta di lupo gigantesco. Per quanto trovi la traduzione orrenda, francamente in questo caso non saprei quale alternativa si sarebbe potuta usare.

3 commenti:

  1. Alcune sono sviste sì ma la spada aggiunta è fantastica

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  2. viva la spada sanguinante, hahaha! :D
    grazie per il post

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  3. Ci sono altri errori di traduzione tremendi! Sono solo a pagina 215 del libro, ma già ne ho piene le scatole di Altieri e soci.

    Per esempio nel libro traduce diverse volte "La spada del bastardo", quando credo che Martin si riferisca a una SPADA BASTARDA!

    Ma l'errore più clamoroso è stato quello di CAMBIARE SESSO A SATIN! Nei libri precedenti Satin era stato descritto come un ragazzo avvenente di Vecchia Città...ora ne "I Guerrieri del Ghiaccio" viene definito come "una ragazza snella e graziosa che ecc. ecc."...ora ho controllato l'originale: Martin usa il termine "youth" (che si traduce con la parola "giovane"o "ragazzo"), che quei maledetti traduttori italiani hanno tradotto in RAGAZZA

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