Passa ai contenuti principali

#42

[censurato] anni fa, in occasione del mio quarantaduesimo compleanno, masterizzai una quindicina di copie di un Cd da distribuire ai miei colleghi.
Qui di seguito le brevi note che scrissi all'epoca per spiegare perché avevo scelto proprio quelle tracce, e perché, come dicevo nell'introduzione
, "mi rappresentano, mi fanno tornare indietro nel tempo, mi evocano ricordi o, semplicemente, mi piacciono." 

Finora le avevano lette solamente i colleghi di cui sopra, ma ho realizzato che se dovessi rifare oggi quel Cd, metterei più o meno le stesse tracce, e più o meno per le stesse ragioni, quindi ecco le liner notes della #42 compilation anche per i miei dodici lettori.

Qui, se volete, il Cd sotto forma di playlist YouTube.



1) Ludwig Van Beethoven - V Sinfonia, I movimento [Carlos Kleiber, Wiener Philharmoniker, registrata nel 1974]
Se qualcuno mi chiedesse di indicare una prova che gli esseri umani non sono solo scimmie nude, gli farei ascoltare questo brano. A detta di chi ne sa più di me, questa di Kleiber è una delle migliori esecuzioni mai registrate. Avendone ascoltata qualcuna, concordo.

2) Bruce Springsteen - Thunder Road [Born to Run, 1975]
Springsteen è, da sempre, il mio punto di riferimento musicale. Tutto il resto, compreso l’heavy metal che ha segnato tutta la mia adolescenza (e oltre), viene dopo. E questa è la mia canzone preferita di Springsteen, anzi, la mia canzone preferita punto.

3) Edoardo Bennato - La fata [Burattino senza fili, 1977]
Uno dei pochi lasciti musicali dei miei genitori in questa raccolta: canzone (e disco) ascoltata allo sfinimento da bambino, ma capita e apprezzata veramente solo da adolescente. Forse il testo più bello di Bennato.

4) Fabrizio De Andrè - Avventura a Durango [Rimini, 1978]
Sicuramente non la miglior canzone di Faber, ma quella a cui sono più affezionato. Cover di Bob Dylan (ma l’ho scoperto solo anni dopo) che per me evoca immediatamente viaggi in macchina con i miei genitori, di ritorno dalle vacanze.

5) Iron Maiden - Killers [Killers, 1981]
Ascoltata per la prima volta sulla cassetta rubata da un amico al supermercato, e adorata da subito (dat riff!), come tutto il disco. Correva l’anno 1988 e questa è la canzone che mi ha fatto amare l’heavy metal. Un amore che, tra alti e bassi, pasti saltati per comprare dischi e clamorose delusioni, dura ancora.

6) Francesco De Gregori - Bufalo Bill [Banana Republic, 1979 - versione originale pubblicata su Bufalo Bill, 1976]
Banana Republic è un bellissimo live che De Gregori ha pubblicato insieme a Lucio Dalla: questo pezzo è cantato solo dal Principe, e l’ho sempre considerato il migliore del disco. L’amico Culo di Gomma, famoso meccanico, è stato una presenza costante della mia infanzia.

7) Metallica - Welcome Home (Sanitarium) [Master of Puppets, 1986]
Fin dalle armoniche iniziali, da sempre il mio pezzo preferito dei Metallica, direttamente dall’anno in cui i Four Horsemen cominciavano la loro conquista del mondo. Fino al 1993 non hanno avuto rivali, poi purtroppo sappiamo che fine hanno fatto. Il gruppo che più mi spiace non aver mai visto dal vivo.

8) Vasco Rossi - Fegato, fegato spappolato [Non siamo mica gli americani, 1979]
A una certa età non si può prescindere dal fascino sconvolto e maledetto di Vasco. O almeno non si poteva quando ero adolescente io. E questa è probabilmente la canzone che meglio  rappresenta quell’aspetto della sua produzione.

9) Elio e le Storie Tese - Il vitello dai piedi di balsa [Italyan, Rum Casusu Çikti, 1992]
Lo ammetto: quando ho iniziato ad ascoltare gli Elio e le Storie Tese (1987 o 1988) li apprezzavo perchè dicevano le parolacce. Poi mi sono reso conto che sono, molto semplicemente, dei geni. Questa canzone, con la premessa surreale alla base della storia, con la sua scansione ritmica assurda e con la favolosa ospitata di Ruggeri nella parte del vitello dai piedi di cobalto, lo dimostra.

10) Guns n’ Roses - Breakdown [Use Your Illusion (part 2), 1991]
Una delle perle nascoste del tronfio, eccessivo, autocompiaciuto, meraviglioso doppio Use Your Illusion, comprato in vinile il giorno dell’uscita dopo un’attesa interminabile durata di più di un anno e mezzo, e ricomprato anni dopo in Cd. Il pezzo recitato finale ha anche ispirato uno dei miei soprannomi da adolescente, che ovviamente non rivelerò qui.

11) Rainbow - Stargazer [Rising, 1976]
Rising è un disco perfetto dalla prima all’ultima nota, senza un solo momento debole, e Stargazer ne è senza dubbio il picco. Una canzone che mi ha rapito (e mi capita molto di rado) fin dal primo ascolto, e che non mi stanco mai di ascoltare. E ascoltare. E ascoltare. Epica.

12) Timoria - La nave [Ritmo e dolore, 1991]
Piccola gemma per voci sole di uno dei pochi gruppi italiani che riesco ad ascoltare per più di due pezzi di fila. Favolosa da cantare con gli amici.

13) The Who - Baba O’Riley [Who’s Next, 1971]
Canzone scoperta grazie a questa scena di House M.D. e una delle più clamorose rivelazioni musicali dell’ultimo quindicennio (ebbene sì, lo ammetto, non avevo mai ascoltato gli Who). Canzone perfetta tratta da un disco perfetto (vedi traccia 11). 

14) Goblin - Profondo Rosso [Profondo Rosso, 1975]
Incredibilmente non ho mai visto il film, ma ho sempre trovato questo brano un capolavoro di evocatività e di atmosfera. Anni dopo ho scoperto che i Goblin sono considerati anche un ottimo gruppo di rock progressivo. Dopo aver ascoltato gli undici minuti di Goblin, dall’album Roller, non posso che concordare.

15) Pink Floyd - Comfortably Numb [The Wall, 1979 - registrata dal vivo nel 2005]
Altro amore tardo: fino a tre o quattro anni fa si può dire che dei Pink Floyd conoscessi solo Another Brick in the Wall pt. II e Wish You Were Here. Questa, insieme a The Great Gig in the Sky, è probabilmente la loro canzone che, adesso che ho avuto modo di conoscerli meglio, mi piace di più. Versione dal vivo, bellissima, tratta dal Live 8 del 2005, prima reunion con Roger Waters dopo 24 anni.

16) S.O.D. - The Ballad of Jimi Hendrix [Speak English or Die, 1985]
Cinque secondi cinici, citazionisti e politicamente scorretti per chiudere la compilation. Tratti, anche se è difficile crederlo, da uno dei dischi metal/hardcore più influenti degli anni ‘80.

Commenti

Post popolari in questo blog

Le grandi domande - parte II

Qualche giorno fa, facendo la spesa, mi è capitato sottomano un pacchetto di Kinder Brioss alla ciliegia , una brioche che non vedevo e non mangiavo più o meno dal 1987. Una domanda mi è sorta spontanea: che diamine di fine hanno fatto le Fiesta gialle? Chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà sicuramente: la Fiesta Ferrero , un tempo, non esisteva solo nella versione arancio che si trova ora, ma anche in una gialla, che si intravede nell'immagine qui a lato (che, mi duole sottolinearlo, è la copertina di un 45 giri , che riportava sul lato B l'imperdibile hit Snacckiamoci una Fiesta ). Mi sembra di ricordare - anche se non ci metterei la mano sul fuoco - che fosse al gusto di curaçao , ma sicuramente era buonissima , molto meglio della sorella. Aggiornamento del 22/5/2007 Dopo una discussione nostalgico-filologica con alcuni amici, siamo arrivati alla conclusione che sono addirittura due le Fiesta scomparse. Quella gialla che era al sapore Tuttifrutti (probabilmente un or...

Riassunto 2025

Il 2025 sta finendo, il 2050 è più vicino del 2000, e io potrei ripetere parola per parola quello che scrivevo come introduzione al  post finale dell'anno scorso . Non lo faccio e mi limito a inserire il link  alla pagina Goodreads con il riassunto del mio anno libresco, e a rimandarvi all'etichetta fatti miei qui di fianco (o qui sotto, se leggete da mobile) per i post degli anni precedenti, dal 2021 al 2024. Anche quest'anno, purtroppo, ho aggiornato troppo poco il blog (e quindi ci sono pochissime recensioni "lunghe"); ho scritto forse qualcosa di più sui social, in particolare su Reddit, ma è uno scrivere diverso, e ancora non voglio rinunciare del tutto a questo spazio. Vedremo come andrà il 2026. Comunque: 44 libri finiti in questo 2025 agli sgoccioli, e altri 3 in lettura, per un totale, a oggi, di 12.897 pagine ; meno Stephen King dell'anno scorso, più corti (ho un po' barato per arrivare al mio solito totale di 42 titoli, lo ammetto), molte conf...

Un 2025 inaspettatamente springsteeniano

Se vi sembra di avere già letto il titolo di questo post, avete ragione , ma questo 2025 è (stato) davvero un anno incredibile per noi fan di Springsteen. E le cose che l'hanno reso incredibile sono state, appunto, quasi tutte inaspettate. L' Annus mirabilis è cominciato a maggio, con le date europee del Land of Hope and Dreams Tour *, gli attacchi a Trump , la sua reazione da bullo insicuro , e la pubblicazione di un EP e un video con le canzoni e le introduzioni più politiche e più polemiche di quei concerti ( you don't mess with the Boss ). A giugno ecco la prima sorpresa:  Tracks II: The Lost Albums . Si parlava già da parecchio di un secondo  Tracks , ma ci si aspettava che fosse, come il primo del 1998, una raccolta di canzoni sparse; Springsteen invece ha tirato fuori un cofanetto di sette album inediti , registrati tra il 1983 e il 2018, già finiti e mixati, pronti per essere pubblicati, ma messi da parte perché non sembrava il momento giusto per farli uscire ...

Riassunto 2024

Eccoci. Il 2024 è praticamente finito, ed è l'ora del consueto post di schegge e frammenti su qualche libro letto quest'anno e per cui non ho scritto nulla di più sostanzioso (ossia, purtroppo, praticamente tutti). Se vi interessa qui trovate il post dell'anno scorso , qui quello del 2022 e qui il primo, del 2021 . Prima di cominciare aggiungo solamente che, per fortuna, in un ribaltamento completo rispetto al suddetto 2021, quest'anno ho scritto poco perché è stato un BUON anno, per diversi motivi. Qui c'è la pagina di Goodreads con i dettagli: nel 2024 ho finito 42 libri (altri ne ho ancora in lettura), per un totale di 13.280 pagine, dato più o meno in linea con gli anni scorsi. Il primo libro finito nel 2024 (ma iniziato nel 2023), Starter Villain di John Scalzi, è stato una mezza delusione. Divertente, a tratti anche molto divertente, (e non gli chiedevo nulla di più), ma mi ha lasciato l'impressione di aver letto un'introduzione, più che un romanzo....